TORNA IL SECONDO LIVELLO NELLA MECCANICA

La Bergamasca è tornata a essere terra di contrattazione almeno dal punto di vista del settore metalmeccanico. Sono passati i tempi della crisi caratterizzati da un’attività modesta con molti accordi ponte. Ora per sempre più le aziende, che prima disdettavano gli accordi in essere, la ripresa economica sul nostro territorio coincide con una buona ripartenza della contrattazione di secondo livello.

CHIARO SEGNALE DI VIVACITÀ CONTRATTUALE

Con l’apertura di circa 63 tavoli aziendali o territoriali dove si torna a discutere di premi di risultato e di redistribuzione tra i lavoratori di quanto creato in azienda e sul territorio, “un chiaro segnale di vivacità e di benessere”, come lo sintetizza Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo. “L’obiettivo della ripresa – riprende il sindacalista – ormai è stato centrato, questo è indiscutibile: sono ripartiti gli investimenti, anche se esistono ancora alcuni elementi non totalmente consolidati, come la fiducia, l’incertezza legata a mercati meno stabili e un allineamento ai dati del resto dell’Europa che ancora sfugge. Questo ancora oggi sta pesando sui percorsi di rinnovo, determinando tempi di trattativa un po’ più lunghi. Infatti, solo 30 tavoli si sono chiusi, lasciando aperte ancora molte trattative”.

LE PIATTAFORME PRESENTATE

L’attività che la contrattazione metalmeccanica ha concluso nel corso del 2017 riguarda 63 aziende, tra grandi multinazionali e piccole imprese. Le piattaforme presentate sono ovviamente diverse e articolate: le richieste economiche caratterizzano 60 rivendicazioni su 63: qui i Premi di Risultato sono caratterizzati in base a precisi indicatori aziendali, quali la produttività, la qualità, i tempi di consegna, gli infortuni, mentre ben il 47,9% è stato ricavato dalla redditività, 1 sulla base della “fedeltà” e 2 sulla presenza.

WELFARE, ORARIO, CONCILIAZIONE

Rispetto al passato, il welfare è diventato un elemento sempre più presente: “Anche i lavoratori hanno superato alcune resistenze iniziali”, sottolinea Nieri. Così, in ben 40 piattaforme si parla di Cometa, Metasalute, buoni spesa o ticket per i pasti, con la possibilità in alcune piattaforme di convertire il PdR in welfare, permettendo così di sfruttare i vantaggi fiscali e contributivi per massimizzare il risultato. “L’orario e altri elementi di conciliazione vita – lavoro sono presenti in 10 piattaforme, e sulla spinta del recente CCNL si parla di formazione professionale, non ancora molto diffusa se si pensa al vero valore strategico per il futuro. Invece, molto meno presenti rispetto al passato sono le tematiche legate al mercato del lavoro e agli atipici; nonostante il gran dibattito politico dei giorni scorsi, non si parla più di jobs act; poco presenti, purtroppo, anche i percorsi che valorizzano la partecipazione, vero elemento strategico di prospettiva, per forme avanzate di relazioni sindacali e utili alla gestione del PdR e fondamentale per valorizzare la RSU”.


Le statistiche

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