BONUS ASSISTENTI FAMILIARI IN LOMBARDIA

Il “bonus assistenti familiari” è una misura regionale a favore delle persone e delle famiglie che necessitano di supporti mediante caregiver professionale.

Il bonus consiste in un contributo sulle spese sostenute per la retribuzione dell’assistente familiare, e si concretizza attraverso le modalità dettate, in ultimo, dalla d.g.r 3927/2020, che ha modificato i criteri della misura attuativa della l.r. 15/2015.

Requisiti:
Il destinatario è il datore di lavoro che sottoscrive il contratto con l’assistente familiare, sia esso la persona assistita o altro componente di famiglia vulnerabile con presenza di persona fragile, non obbligatoriamente convivente, in possesso di:
• ISEE uguale o inferiore a € 35.000;
• contratto di assunzione di Assistente familiare con caratteristiche di cui all’art.7 della l.r. 15/2015;
• residenza in Lombardia da almeno 5 anni (anche la persona assistita nel caso in cui non corrisponda al datore di lavoro).

L’assistente familiare deve:
• essere iscritto nel registro territoriale;
• avere conseguito in Italia il diploma di scuola di secondaria di primo grado oppure presentare un’auto-dichiarazione con cui attestare un livello di conoscenza adeguato alle mansioni da svolgere (in caso di cittadini stranieri).

Si precisa che non è ammissibile alla misura la persona fragile già destinataria delle misure B1 (sostegno disabilità gravissima) e B2 (sostegno disabili gravi e anziani non autosufficienti) del FNA (fondo nazionale per la non autosufficienza).

Importo
Il contributo non deve essere superiore al 60% delle spese sostenute per la retribuzione dell’assistente familiare ed è pari ad un importo massimo di:
• 2.400€ al datore di lavoro con ISEE fino a 25.000;
• 2.000€ al datore di lavoro con ISEE oltre 25.000€ e fino a 35.000.

Presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata telematicamente attraverso il sistema bandi online (SPID o CNS). I documenti necessari sono:
• copia del contratto di lavoro dell’Assistente Familiare;
• copia della “Denuncia rapporto di lavoro domestico” all’INPS;
• il “Prospetto riassuntivo dei contributi dovuti” redatto dall’INPS.

N.B. L’attuazione dell’ultimo provvedimento viene demandato ad un successivo atto dell’Assessorato.
Milano

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: