Brevi, c’è l’omologa al concordato: ora si punta su altri prodotti e nuovi mercati

Crisi e rilancio. La società di prima infanzia a Telgate, travolta dal Covid e dalla bassa natalità, ora cerca il rilancio puntando su nuovi prodotti e sui mercati arabi e africani. Salvi 55 posti di lavoro.

La Brevi, società di Telgate, di proprietà del fondo spagnolo Phi Fund, storico marchio di prima infanzia, ha ottenuto l’omologa al concordato dal tribunale di Bergamo.

L’azienda già in crisi da anni a causa del forte calo della natalità, ha pesantemente anche risentito dell’effetto covid.

Dopo l’ammissione al concordato in continuità, lo scorso settembre, questo febbraio c’è stata l’adunanza dei creditori con l’80% di voti favorevoli, tra cui le banche e l’agenzia dell’entrate, mentre è di questi giorni l’omologa da parte del tribunale.

«Questo risultato apre un nuovo corso, siamo sicuramente soddisfatti» commenta Alessio Pastore di Fim-Cisl (unica sigla sindacale presente in azienda): «In questi anni diversi fattori avevano reso la situazione molto critica: non solo la bassa natalità, ma anche i prezzi sempre più alti delle materie prime, oltre alla concorrenza nel settore. Il Covid ha aggravato la situazione, ma ora ci auguriamo che il nuovo corso segni un’inversione di tendenza dopo mesi in cui la preoccupazione dei lavoratori è stata forte. Nonostante ciò non si sono mai fermati riuscendo a tamponare prima con l’accordo di solidarietà e successivamente con la cassa integrazione con causale “Covid 19”. Abbiamo salvato 55 posti di lavoro ed è questo il risultato più importante dal punto di vista sindacale: ora qualcuno potrebbe uscire arrivando all’età pensionabile, per gli altri ci auguriamo si apra un periodo più sereno, sperando in un rilancio per questo storico brand».

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