Manovra: alta pensione

Pensioni e tasse al centro dell’incontro di martedì sera tra Governo e sindacati a Palazzo Chigi, presenti il premier Draghi, i ministri Franco, Orlando e Brunetta e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Landini, Sbarra e Bombardieri. Il confronto si è svolto in un clima definito ”teso” con le posizioni che sono rimaste distanti soprattutto sulla questione previdenziale.
Il Governo fa sapere che con la legge di bilancio arriverà la proroga di Opzione Donna e l’estensione dell’Ape social ad altre categorie di lavoratori gravosi.
I sindacati dicono no al sistema delle Quote e chiedono flessibilità in uscita e comunque una riforma organica.
La Cisl, con il segretario generale Sbarra, ha espresso ”assoluta insoddisfazione sulle questioni poste in maniera precisa. Il confronto è stato insufficiente e per questo nelle prossime ore alla luce del testo di legge di bilancio che andrà in Cdm i sindacati daranno luogo ad una fase di mobilitazione con manifestazioni”. Aggiunge Sbarra: ”La manovra rischia di venire avanti con gravi insufficienze e squilibri per effetto del mancato confronto con le parti sociali e il sindacato”. Nel merito ci sono luci e ombre. ”Bene la proroga di Opzione donna e l’estensione dell’Ape sociale, le risorse per assicurare il rinnovo dei contratti della Pa, il rafforzamento con 2 miliardi del fondo sanitario nazionale”. Ma ”c’è assoluta insoddisfazione su altre questione poste: in particolare sono largamente insufficienti le risorse programmate per finanziare una vera grande riforma degli ammortizzatori sociali, non vengono assicurate risorse adeguate per la legge sulla non autosufficienza e non viene fatta la riforma del sistema previdenziale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Uil Bombardieri: ”Non ci sono risposte sulla riforma complessiva”. Quanto alla riforma fiscale ”c’è l’indicazione di una cifra quantificata in 8 miliardi, ma non c’è una scelta del Governo su dove andranno le risorse. Da quello che ci hanno detto l’Esecutivo lascerà al Parlamento la possibilità di decidere dove impegnare le risorse”.
Dunque non c’è ancora alcun accordo con i sindacati. Ma non c’è neppure al momento soluzione al rebus della manovra, che Draghi vuol portare in Consiglio dei ministri entro giovedì, prima dell’arrivo dei capi di Stato e di governo che sabato e domenica parteciperanno al Summit G20 all’Eur.
Manca il punto di caduta sul dopo Quota 100, manca anche uno schema definito per il taglio delle tasse, si discute sulle modifiche da apportare a reddito di cittadinanza e superbonus.
Lunedì sera Draghi aveva incontrato a Palazzo Chigi il leader della Lega Salvini alla ricerca di una difficile mediazione sulle pensioni. Il Carroccio ha un punto fermo: evitare il ritorno alla Fornero. I margini per discostarsi dalla proposta che il Governo ha messo già sul tavolo, vale dire il passaggio graduale da quota 102 a quota 104, sono minimi e la Lega sta insistendo almeno per affiancare a questo meccanismo un fondo ad hoc per le piccole imprese.
Da parte loro Pd e M5S concordano sulla necessità di ammorbidire lo scalone di 5 anni che scatterebbe da gennaio ma la ricetta è completamente diversa da quella della Lega. Bisogna puntare, come ha ribadito il ministro del Lavoro Orlando, a correggere alcune delle storture di Quota 100, favorendo questa volta i lavoratori delle Pmi, le donne, chi ha carriere discontinue.

Giampiero Guadagni da Conquiste del Lavoro del 26 ottobre 2021

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